Dieta MIND per dimezzare il rischio di sviluppare l’Alzheimer

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La base è sempre la cara e classica Dieta Mediterranea che revisionata promette risultati incoraggianti nella prevenzione dell’Alzheimer, questo particolare regime alimentare prende il nome di dieta MIND (Mediterranean-Dash intervention for neurodegenerative delay)

Dieta Mind= Dieta Mediterranea + Dieta Dash (regime alimentare studiato per combattere l’ipertensione) può dimezzare il rischio di sviluppare l’Alzheimer. È quanto emerge da uno studio realizzato dal Rush Medical Center di Chicago, pubblicato sulla rivista “Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association”.

 

La Dieta MIND si basa prevalentemente su cibi vegetali e prevede 15 tipi di alimenti di cui 10 sono considerati benefici per il nostro organismo e 5 da escludere.

Semaforo verde per:

Semaforo rosso per:

La Dieta MIND in sintesi:

  • Tre porzioni di cereali integrali
  • Un’insalata e un altro piatto a base di verdure
  • un bicchiere di Vino
  • Pesce almeno una volta a settimana
  • Carne Bianca e Frutti di bosco devono essere mangiati due volte ogni sette giorni
  • Regolarmente consumare fagioli e noci o altra frutta secca

Proprio i frutti di bosco costituiscono un elemento fondamentale di questa dieta che fa bene al cervello, soprattutto i mirtilli, considerati uno dei più potenti alimenti nel preservare le funzioni della mente. Ottime anche le fragole, che in molti studi hanno dimostrare di avere positivi effetti sulle funzioni cognitive.

Gli alimenti banditi non sono da escludere definitivamente ma devono essere un’eccezione e non devono essere la regola!!!

La Dieta Mediterranea e la Dieta Dash hanno già dimostrato il proprio valore nel ridurre il rischio di imbattersi in problemi cardiovascolari, quali infarto, ipertensione o apoplessia, ma anche di poter prevenire i casi di demenza senile, così come rilevato da alcune ricerche scientifiche.

Il lavoro della Rush University per verificare la validità di questo nuova dieta Mind è partito dal 1997, quando alcuni volontari delle case di riposo di Chicago hanno preso parte al Rush Memory and Aging Project. Dal 2004 al 2013 sono stati oggetto di studio 923 anziani, a cui è stato sottoposto anche un questionario sulla frequenza dei cibi da loro consumati. I risultati sono stati confortanti, perché lo studio ha mostrato che il rischio di incorrere nell’Alzheimer è diminuito del 53% per quei volontari che hanno seguito la dieta rigorosamente, e del 35% per gli altri che l’hanno osservata solo saltuariamente.

Spiega l’ideatrice della Dieta Mind l’epidemiologa Martha Clare Morris: “Uno degli aspetti più interessanti di questo studio è che anche le persone che hanno aderito solo moderatamente alla dieta Mind hanno abbassato il loro livello di rischio”, ha commentato la docente della Rush University. “Penso che questo fattore motiverà molte persone”.

La dieta Mind si rivela inoltre più facile da seguire rispetto a quella mediterranea, perché, come spiega sempre Morris, la seconda prevede il consumo quotidiano di pesce e dalle tre alle quattro porzioni giornaliere sia di frutta che di verdura. Dai dati della ricerca è parso inoltre evidente che coloro che hanno seguito per più tempo questo nuovo tipo di alimentazione hanno mostrato livelli di rischio più bassi. Un caso simile a quello di altre abitudini correlate alla salute, come per esempio gli esercizi fisici, che se svolti regolarmente e con una certa periodicità aumentano i loro effetti benefici.

I risultati di questo studio dovranno ora essere confermati da altri ricercatori, che lavoreranno su popolazioni differenti adottando anche nuovi metodi, poiché “questo è il miglior modo per stabilire una relazione di causa-effetto fra la dieta Mind e la riduzione dell’incidenza della malattia di Alzheimer”, afferma Morris.

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