Le Pesche il frutto dell’Immortalità dalle infinite proprietà

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Le pesche hanno poche calorie e contengono fibre e vitamine A e C, sostanze che agiscono da immunostimolanti e rigeneratori cellulari

Le pesche sono frutti dissetanti e poco calorici (39 kcal), ma hanno anche il potere di ringiovanire. Sapore zuccherino, basso IG, presenza di fibra insolubile e capacità di stimolare la liberazione dei succhi gastrici rendono le pesche frutti mirabili per le proprietà depurative, diuretiche e lassative. Per la ricchezza di fibre, unita all’indice glicemico basso, le pesche sono l’ideale per soddisfare la voglia di dolcezza senza far impennare la glicemia. L’abbinamento migliore in questo caso è con lo yogurt bianco, ricco di proteine che abbassano ulteriormente l’indice glicemico. Nelle pesche si trova anche la vitamina C (potente antiossidante e nutriente che permette l’assorbimento del ferro) e una buona percentuale di betacarotene, un precursore della vitamina A e fra i più importanti carotenoidi, preziosi per la salute di occhi e pelle. L’effetto più importante di queste vitamine è di potenziare le difese immunitarie e di stimolare la rigenerazione cellulare proteggendo in particolare la pelle dall’attacco dei raggi UV e contrastando l’ossidazione della melanina. In Oriente vantava la definizione di “frutto dell’immortalità”. In Europa fu invece apprezzato in un primo tempo come pianta medicinale, mentre si diffidava del frutto, che si riteneva tossico. Oggi si sa che la mandorla contenuta nel nocciolo della pesca contiene l’amigdalina, che dà l’acido prussico, cioè l’acido cianidrico, estremamente velenoso.

Nell’antica farmacopea mandorla e nocciolo di pesca si usavano contro il mal di testa e i disturbi digestivi, mentre le foglie e la corteccia dell’albero erano considerate vermifughe, antipiretiche e diuretiche. La pesca contiene un acido abbastanza simile all’acido citrico, che ha la proprietà di eliminare le tossine e che la rende preziosa nella dieta di chi soffre di difficoltà digestive e di disturbi di circolazione. È un frutto che, anche se sottoposto a trattamenti naturali di conservazione, mantiene buona parte dei suoi pregi organolettici e delle sue proprietà disintossicanti per cui, pur concentrandosi la produzione in luglio e agosto, diventare una risorsa per tutto l’anno.

Vince la tensione addominale e tonifica anche la vescica

La pesca ha proprietà lassative e soprattutto diuretiche. Consumarla regolarmente giova quindi a chi soffre di costipazione intestinale e di stipsi, e a chi lamenta un’insufficienza renale o la presenza di calcoli urinari.

La mattina gustala cotta: svuota la pancia

La medicina cinese consiglia questa ricetta: sbuccia 3 pesche fresche, cuocile a vapore, lascia intiepidire, e mangiale il mattino, a digiuno.

Limita la traspirazione purifica la pelle

La pesca aiuta anche a limitare la traspirazione. Nella dieta di luglio, inseriscila quindi nelle insalate di frutta (con succo di limone per non farla scurire) e come accompagnamento a prosciutto crudo, pesce, formaggio fresco.

Come aperitivo, ti aiuta a digerire

Una pesca frullata aggiunta a un calice di succo di mela trasparente è un ottimo aperitivo drenante e ti aiuta a metabolizzare meglio l’intero pasto.

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